Inserito da: Ale | Ottobre 29, 2008

Nihon…Sayonara

Da quando ho deciso di partire per il Giappone ho iniziato a fantasticare molto su quello che avrei trovato laggiù e spesso i racconti di chi aveva già affrontato questo viaggio, altri blog dove chi prima di noi aveva deciso di condividere con tutti la propri a avventura, confermavano il fatto che li avremmo trovato un’altra dimensione.
Arrivati a Narita ci siamo resi subito conto di trovarci in un posto diverso e probabilmente l’impatto con Tanabe prima di approdare in una grande città ci ha dato modo di poterci adattare meglio alla realtà giapponese. Tomita San è stato molto di più di un semplice gestore di una pensione, è stato un amico sempre pronto ad aiutarti. Ci ha insegnato alcune parole ed alcuni modi di dire giapponesi, ci ha consigliato locali, indicato strade da percorrere, un vero e proprio Maestro.
Credo che un’esperienza del genere se vissuta nel modo adeguato ti segna indelebilmente!
Le nostre avventure e le nostre impressioni le abbiamo narrate a sufficienza nei post precedenti, qui invece volevo condividere le emozioni provate nel lasciare il Giappone e tornare a casa…
L’ultima sera eravamo un po’ tristi, ci siamo trovati bene, molto bene, sapere che il giorno dopo un’aereo ci avrebbe portato via da tutto quello faceva venire voglia di piangere! Il conforto era dato solo dagli amici e dalla famiglia che avremmo potuto riabbracciare.
Quando finisce un’avventura si è sempre un po’ tristi, di solito si ripensa a tutto quello che si è fatto, le persone conosciute, i luoghi visitati e con un po’ di amarezza si abbozza anche qualche sorriso e anche stavolta non è stato diverso…non so se in giapponese esiste un termine che racciuda la nostalgia di un posto, ma saudade come significato racchiude tutto ciò che sto provando.
Il Giappone è sempre stato un paese chi mi attirava in modo particolare, non so da cosa è nata la voglia di andarci, ma sono contento di esserci andato e spero che un giorno non molto lontano possa tornarci per vedere tanti altri posti e vivere tante altre emozioni…
In giapponese sayonara significa arrivederci, ma a differenza dell’italiano dove Il nostro arrivederci contiene solo una volontà, peraltro formale, di rivedere che si saluta, il termine sayonara contiene anche un augurio implicito.

Sayoanara Nihon

Alberto

Inserito da: Ale | Ottobre 28, 2008

Il ritorno…Luca

Tokio…ore 08.30! La giornata è uggiosa, c’è una strana pioggerella fine che ci accompagna fino all’aereoporto. Parliamo poco…lo sguardo è fisso verso gli ultimi grattacieli della città che si allontana. In breve completiamo il check-in e l’imbarco, siamo già seduti sul Jumbo che ci riporterà a casa…la hostess chiude il portellone, mi cala la stanchezza e mentre l’aereo rulla sulla pista il suo saltellare mi culla quasi fino ad addormentarmi…chiudo gli occhi e cominciano a scorrermi le immagini del viaggio…. il primo impatto con l’aereoporto Narita, il viaggio verso la cittadina di Tanabe, l’arrivo a Kii Tanabe Station ed il primo incontro con il nostro amico Tomita San. Le sue esilaranti gag comiche stile Japan Zelig ed il suo italiano stentato…sua moglie (o meglio my Boss come la chiama lui)…il primo giorno al seminar ed i mille volti di tutte le nazioni sul tatami…le lezioni varie con i maestri Seki, Yokota, l’aikido travolgente del maestro Yasuno Shihan…la prima mia lezione col Doshu…e poi l’impatto con la città di Osaka…le decine di templi a Nara e Kyoto…il bagno nell’oceano e le terme di Manabe, il triste commiato con Tomita san e famiglia…e in seguito l’allucinante città di Tokyo…le migliaia di luci e rumori…le belle ragazze vestite in modo a volte stravagante…le decine di migliaia di sorrisi e inchini da parte di chiunque…la lezione all’alba all’Hombu Dojo…le cene nei localini fumosi e chiassosi della Tokyo nascosta ai turisti, i volti delle decine di praticanti alle lezioni del Doshu, i volti angelici e sorridenti delle giapponesine in akama sul tatami…tanto belle e dolci ma che menano come fabbri…e poi il palazzo imperiale…la Tokyo tower…Ueno e Rappongi…le mille luci sfavillanti di Kabuky-cho con i suoi locali hard…i dolci sorrisi delle ragazze di Starbuck’s….domoarigatogozaimasss!!!!….l’emozionante giornata al Dojo di Iwama…l’accoglienza di Isoyama Shihan e di suo nipote…la lezione serale con gli amici Argentini…e poi le serate nei locali di Goldengai dove tutti sono amici di tutti…il karaoke alle quattro di mattina…I like Chopin cantata insieme ad Alberto…il MC Donald’s alle 5 del mattino…le musichette alle JR station……Un sussulto mi sveglia…la voce del Comandante informa che siamo atterrati a Fiumicino…il viaggio è oramai un ricordo…ciao Giappone a presto spero…Bentornato Luca…sbrigati corri a casa…c’è Perla che aspetta!

 Un Abbraccio a tutti.

Inserito da: Ale | Ottobre 25, 2008

Giorno 11…Yokota!

Lezione mattutina alle ore 08.00 con il maestro Yokota, lo avevamo gia’ conosciuto al Seminario a Tanabe e ci aveva molto sorpreso ed interessato con il suo Aikido caratterizzato da molto contatto e tanta tecnica.
Ore 13 pranzo in un tipico locale giapponese…

Inserito da: Ale | Ottobre 24, 2008

Giorno 10…allenamento a Iwama

Oggi nonostante ci attende la lezione ad Iwama, decidiamo lo stesso di andare all’hombu dojo, ovviamente la concentrazione per la pratica c’e', ma il pensiero e’ rivolto a quello che ci attende la sera.
L’allenamento e’ previsto per le 19, cosi’ decidiamo di partire nel primo pomeriggio, il tempo non e’ dei migliori e una pioggerellina non molto intensa ci accompagna fino alla stazione…alle 18.20 arriviamo per la seconda volta in questo viaggio alla stazione di Iwama, stavolta e’ gia’ buio e oltre la stazione le strade non sono molto illuminate, tutto sembra un po’ diverso con il buio, ma stavolta sappiamo con esattezza come arrivare al dojo.
Anche questa volta veniamo accolti con molto calore, e tutte le persone che avevamo conosciuto la volta precedente sono accorse a salutarci. Veniamo fatti entrare uno alla volta e dopo aver fatto il saluto e detto il proprio nome al Maestro Isoyama, possiamo andare a cambiarci.
L’aikido proposto qui e’ un po’ diverso da quello che abitualmente facciamo, quindi bisogna fare piu’ attenzione durante la spiegazione delle tecniche. La lezione e’ piacevole e il Maestro Isoyama chiama anche Alberto e Sandro come uke per la spiegazione di alcune tecniche.
Non staremo qui a soffermarci sulla particolarita’ di questa o quella tecnica, oggi siamo venuti qui per poter praticare sul tatami di O’Sensei!!
Quello che e’ successo questa sera non puo’ essere descritto con l’elenco delle tecniche effettuate, sarebbe troppo banale e sminuirebbe il motivo per cui siamo venuti fino qui…Finita la lezione ci facciamo qualche foto con i ragazzi presenti sul tatami e con il Maestro Isoyama, poi prima di ripartire per Tokyo un brindisi veloce a base di sake.
Ringraziamo uno per uno le persone che ci hanno accolto e con cui anche se soltanto per poco abbiamo condiviso una bella esperienza che magari per il poco tempo trascorso non influenzera’ il nostro modo di lavorare sul tatami, ma che sicuramente rimarra’ nei nostri cuori…adesso e’ veramente il momento di andare, il treno ci attende.

Inserito da: Ale | Ottobre 24, 2008

Giorno 9…

Questa mattina l’abbiamo dedicata ad una visita nella zona di shibuya, dove abbiamo trovato un curioso e simpatico negozio di gadget…condomania!!!
Oltre a questo interessante negozio c’e’ anche un bazar di souvenires giapponesi, dove all’interno troviamo di tutto e di piu’, ovviamente era questo l’obiettivo primario della visita mattutina…


Finito lo shopping torniamo in albergo, pranzo leggero e poi in palestra per la lezione del Maestro Endo!
Non nascondiamo che attendevamo molto la lezione di oggi, perche’ il lavoro proposto da Endo Sensei ci piace in modo particolare, e’ un tipo di pratica che predilige il contatto…il resto non si puo’ raccontare perche’ sono delle sensazioni che vanno oltre la tecnica, sono sensazioni che si provano quando fortunatamente si ha la possibilita’ di fare da uke al Maestro e che con le parole non si possono descrivere in pieno…
La sera andiamo di nuovo a cena nel locale scoperto la sera precedente e poi restiamo in zona per una birra della buonanotte…domani e’ il giorno di Iwama, quindi buonanotte a tutti!!!

Inserito da: Ale | Ottobre 22, 2008

Giorno 8….!!!!

Ore 06.30 inizio lezione col Doshu…solita affluenza, lezione serrata e poche spiegazioni, ma ormai siamo abituati a tutto questo. Dopo l’intervallo abbiamo un’altra lezione stavolta col maestro Yasuno Shihan…il suo Aikido ci impegna fisicamente e mentalmente, siamo perfettamente concentrati e anche se le sue brevi spiegazioni sono solo in giapponese, il solo guardarlo e’ piu’ che sufficiente per capire cio’ che realmente vuole! Dopo una energetica colazione al nostro Starbuck’s ci siamo dedicati ad un po’ di shopping…nulla per voi che leggete ovviamente! La giornata e’ quindi trascorsa piuttosto rapidamente e dopo un leggero riposino pomeridiano ci siamo avviati verso la zona dei locali mangerecci. Ci siamo accomodati all’interno di uno di questi chiassosi e disordinati localini e dopo qualche ostacolo linguistico abbiamo gustato una cena a base di ottimo pesce fresco grigliato direttamente sul nostro tavolo…veramente da leccarsi le dita…

Inserito da: Ale | Ottobre 22, 2008

Giorno 7…

Giorno dopo Iwama…veramente troppo stanchi per fare qualsiasi cosa… Scusate se e’ poco ma e’ vacanza anche per noi!

Inserito da: Ale | Ottobre 22, 2008

Foto Iwama

Inserito da: Ale | Ottobre 22, 2008

Giorno 6…Iwama…Alberto

Questa mattina non abbiamo lezione all’Hombu dojo, cosi’ decidiamo di svegliarci con calma. Qui a
Tokyo sicuramente non abbiamo visto tutto, ma il programma di oggi e’ quello di andare a visitare il
Dojo di O’Sensei ad Iwama.
Andiamo alla stazione e dopo aver chiesto informazioni, che ci vengono date in maniera un po’
confusa, prendiamo il treno, le tappe da fare sono 3, ma i treni qui sono ben collegati e viaggiare e’
un piacere, cosi’ iniziamo il viaggio…

Dopo un’ora e mezza circa arrivia,o alla stazione di Iwama e gia’ qualcosa si avverte, la calma e il
silenzio danno quella tranquillita’ che una citta’ come Tokyo, seppur bella, non riesce a trasmettere.

C’e’ una piantina della citta’ fuori dalla stazione dove sono indicate le principali “attrattive” e ovviamente e’ presente anche il Dojo. Iniziamo a camminare per le strade di Iwama immerse nel verde, dove ogni tanto il silenzio e’ rotto dalle poche macchine che passano e dopo un po’ da lontano vediamo dei ragazzi in keikogi, seguiamoli diciamo…continuiamo a camminare e superata l’ultima curva arriva davanti ai nostri occhi cio’ che stavamo cercando!
Il tempio posto dalla parte della strada ci attira a se e senza dire una parola ci dirigiamo li tutti e 3 per ammirarlo da vicino. Il tempio e’ carico di storia e l’emozione si fa sempre piu’ forte.
Dopo aver curiosato un po’ e fatto qualche foto attraversiamo la strada per andare al Dojo.
Ci vengono incontro un paio di persone alle quali spiego che facciamo aikido, che siamo stati a Tanabe prima e a Tokyo poi e che ora volevamo visitare se possibile il luogo dove O’Sensei si allenava. Vieniamo accompagnati all’ingresso del Dojo dove poche ore prima si era svolta una dimostrazione (che peccato non averla vista), come tradizione ci togliamo le scarpe e dopo aver scritto su di un diario, probabilmente un registro delle persone che negli anni sono passate ad Iwama, i nostri nomi e dojo di appartenza ed aver conosciuto un ragazzo di Malta, Mark, che da vent’anni si trova in giappone, possiamo finalmente entrare sul tatami.
Le sensazioni posando i piedi sul quel tatami sono state davvero tante e non credo di riuscire a descriverle come meriterebbero!
Ci facciamo qualche foto e poi pensiamo che sia quasi giunto il momento di tornare a Tokyo, ed invece dato che si stavano preparando per una festa, ci viene chiesto di restare e di unirci a loro. La cosa ci ha molto sorpreso e con immenso piacere siamo rimasti a banchettare.
C’erano circa quaranta persone e che provenivano da luoghi diversi, Argentina, Birmania, Messico e ovviamente Italia. Il calore mostrato da tutte queste persone verso tre sconuciuti arrivati dal nulla e’ stato fantastico…A turno ci si presentava dicendo il nome, da quanto tempo si praticava e chi voleva poi aggiungeva qualche emozione personale, il tutto poi veniva tradotto di volta in volta nelle varie lingue e Mark, che capiva inglese ed italiano, le riportava in giapponese ai maestri e praticanti che necessitavano della traduzione, ovviamente al termine di ogni presentazione si brindava…
Finite le presentazioni abbiamo continuato a chiacchierare e alla fine prima di andare via, abbiamo deciso di tornare giovedi’ per allenarci insieme a loro.
Tornati in albergo stanchi della giornata piacevole, ma comunque faticosa, andiamo a dormire contenti e desidorosi che arrivi giovedi’ per poterci allenare nel Dojo di Iwama.

Inserito da: Ale | Ottobre 20, 2008

Giorno 6…Iwama! Luca…

Sveglia molto piu’ tranquilla stamane, in programma c’e’ la gita a Iwama, due ore circa di treno ed eccoci a Iwama station. Mi colpisce immediatamente il silenzio e la tranquillita’ del posto, tutt’altro rispetto al caotico rumore di tokyo… Uno sguardo alla mappa ovviamente in giapponese e ci si avvia verso il Dojo di Ueshiba, lungo la strada avvistiamo un gruppo di giovani in Kikogi e Akama e iniziamo a seguirli sperando ci indichino la via per il dojo. Finalmente troviamo il tempio eretto da Ueshiba in persona ove secondo la tradizione sono venerati ben 43 dei, a differenza dei soliti tempi dedicati ad un solo, ci accontentiamo di osservarlo da fuori, ma immediatamente la ns attenzione viene catturata da un vociare nelle vicinanze, poco distante c’e’ il Dojo di Iwama. Veniamo accolti da un signore ben vestito che in un inglese un poco stentato ci accoglie all’interno. E’ veramente complicato descrivere quale emozione mi assale al momento… in uno stato di riflessione totale mi metto in saiza di fronte al Kamiza…e’ stupendo …ad occhi chiusi sembra quasi di vedere O’Sensei che pratica con i suoi allievi…tutto e’ cosi essenziale ed unico…perfino l’odore del legno e la particolarita’ del tatami rigorosamente in paglia ricoperto di stoffa! Le foto sono di rito, veniamo immortalati da un giovane ragazzo messicano di nome Enzo che ci parla in una lingua mista tra inglese, spagnolo ed italiano, piu’ tardi ci presentano Mark, un giovane Maltese ormai in giappone da 20 anni che divente il nostro traduttore ufficiale, grazie a lui scopriamo che il signore giapponese che ci ha accolto e’ il nipote di Isoyama Shihan. Uscito dal dojo, ancora un po’ frastornato veniamo invitati molto calorosamente e con molti inchini a partecipare al banchetto che si sta tenendo all’esterno. Su delle lunghe tavole in legno poggiate su delle cassette di birra ci sono vari generi alimentari ed una quantita’ elevata di birre e sake di vario genere. Ci sediamo al fianco di Mark e guardandomi intorno vedo che sono alla stessa tavola con una moltitudine di gente di varie etnie e di lingue diverse, ci sono giapponesi, messicani, argentini, addirittura due ragazzi birmani col perenne sorriso sul viso. Inizio a scambiare battute con chi mi circonda e noto con estremo stupore che sembra come se ci conoscessimo da una vita, i discorsi sono alla fine sempre gli stessi…aikido, italia, tokyo…ognuno e’ interessato alle reciproche esperienze. Ma ecco giungere una piccola utilitaria, a bordo c’e’ il Maestro Isoyama, che ci raggiunge al banchetto e comincia anche lui a discutere con noi con una confidenza che mi lascia spiazzato. Ora e’ pero’ il turno per ognuno dei commensali di esprimere a parole cio’ che si sta realmente provando e qui’ diviene veramente difficile spiegare a chi non e’ presente l’emozione ed in qualche caso anche la commozione che provo davanti ai discorsi di tanti miei coetanei e non…alla fine di ogni discorso si brinda tutti insieme…Campai!!!…e sotto il prossimo! Continua cosi’ per piu’ di 2 ore e poi ci si trasferisce tutti all’interno, qui tra canzoni rituali, cori di gruppo e altro si prosegue con i brindisi…la mia attenzione viene attirata da una ragazza giapponese che seduta un po’ in disparte sembra quasi frastornata e confusa davanti a tanta allegria…non ho ben compreso il suo nome…o forse proprio non lo ricordo…ma e’ ad Iwama perche’ intende iniziare a praticare…ma allora e’ il caso di un bel brindisi…Campai anche per lei! In un barlume di lucidita’ guardo l’orologio…sono le 7…il nostro treno, sempre che ci sia, parte tra poco, e’ il caso di avviarsi. Con un calore ed una Fratellanza che ha dell’incredibile si stringono tutti intorno a noi…A presto…Tornate a trovarci…Buona fortuna!!! Con un nodo di commozione che stringe il cuore, mi avvio con i miei amici di viaggio verso la stazione…non abbiamo piu’ parole…camminiamo nel buio senza parlare, ma ognuno di noi nel suo cuore ha riservato un posto d’onore per questa giornata densa di emozioni e colpi di scena! Ecco Iwama…ecco il Giappone…ecco l’aikido.

Luca

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