Da quando ho deciso di partire per il Giappone ho iniziato a fantasticare molto su quello che avrei trovato laggiù e spesso i racconti di chi aveva già affrontato questo viaggio, altri blog dove chi prima di noi aveva deciso di condividere con tutti la propri a avventura, confermavano il fatto che li avremmo trovato un’altra dimensione.
Arrivati a Narita ci siamo resi subito conto di trovarci in un posto diverso e probabilmente l’impatto con Tanabe prima di approdare in una grande città ci ha dato modo di poterci adattare meglio alla realtà giapponese. Tomita San è stato molto di più di un semplice gestore di una pensione, è stato un amico sempre pronto ad aiutarti. Ci ha insegnato alcune parole ed alcuni modi di dire giapponesi, ci ha consigliato locali, indicato strade da percorrere, un vero e proprio Maestro.
Credo che un’esperienza del genere se vissuta nel modo adeguato ti segna indelebilmente!
Le nostre avventure e le nostre impressioni le abbiamo narrate a sufficienza nei post precedenti, qui invece volevo condividere le emozioni provate nel lasciare il Giappone e tornare a casa…
L’ultima sera eravamo un po’ tristi, ci siamo trovati bene, molto bene, sapere che il giorno dopo un’aereo ci avrebbe portato via da tutto quello faceva venire voglia di piangere! Il conforto era dato solo dagli amici e dalla famiglia che avremmo potuto riabbracciare.
Quando finisce un’avventura si è sempre un po’ tristi, di solito si ripensa a tutto quello che si è fatto, le persone conosciute, i luoghi visitati e con un po’ di amarezza si abbozza anche qualche sorriso e anche stavolta non è stato diverso…non so se in giapponese esiste un termine che racciuda la nostalgia di un posto, ma saudade come significato racchiude tutto ciò che sto provando.
Il Giappone è sempre stato un paese chi mi attirava in modo particolare, non so da cosa è nata la voglia di andarci, ma sono contento di esserci andato e spero che un giorno non molto lontano possa tornarci per vedere tanti altri posti e vivere tante altre emozioni…
In giapponese sayonara significa arrivederci, ma a differenza dell’italiano dove Il nostro arrivederci contiene solo una volontà, peraltro formale, di rivedere che si saluta, il termine sayonara contiene anche un augurio implicito.
Sayoanara Nihon
Alberto










