Inserito da: Ale | Ottobre 20, 2008

Giorno 6…Iwama! Luca…

Sveglia molto piu’ tranquilla stamane, in programma c’e’ la gita a Iwama, due ore circa di treno ed eccoci a Iwama station. Mi colpisce immediatamente il silenzio e la tranquillita’ del posto, tutt’altro rispetto al caotico rumore di tokyo… Uno sguardo alla mappa ovviamente in giapponese e ci si avvia verso il Dojo di Ueshiba, lungo la strada avvistiamo un gruppo di giovani in Kikogi e Akama e iniziamo a seguirli sperando ci indichino la via per il dojo. Finalmente troviamo il tempio eretto da Ueshiba in persona ove secondo la tradizione sono venerati ben 43 dei, a differenza dei soliti tempi dedicati ad un solo, ci accontentiamo di osservarlo da fuori, ma immediatamente la ns attenzione viene catturata da un vociare nelle vicinanze, poco distante c’e’ il Dojo di Iwama. Veniamo accolti da un signore ben vestito che in un inglese un poco stentato ci accoglie all’interno. E’ veramente complicato descrivere quale emozione mi assale al momento… in uno stato di riflessione totale mi metto in saiza di fronte al Kamiza…e’ stupendo …ad occhi chiusi sembra quasi di vedere O’Sensei che pratica con i suoi allievi…tutto e’ cosi essenziale ed unico…perfino l’odore del legno e la particolarita’ del tatami rigorosamente in paglia ricoperto di stoffa! Le foto sono di rito, veniamo immortalati da un giovane ragazzo messicano di nome Enzo che ci parla in una lingua mista tra inglese, spagnolo ed italiano, piu’ tardi ci presentano Mark, un giovane Maltese ormai in giappone da 20 anni che divente il nostro traduttore ufficiale, grazie a lui scopriamo che il signore giapponese che ci ha accolto e’ il nipote di Isoyama Shihan. Uscito dal dojo, ancora un po’ frastornato veniamo invitati molto calorosamente e con molti inchini a partecipare al banchetto che si sta tenendo all’esterno. Su delle lunghe tavole in legno poggiate su delle cassette di birra ci sono vari generi alimentari ed una quantita’ elevata di birre e sake di vario genere. Ci sediamo al fianco di Mark e guardandomi intorno vedo che sono alla stessa tavola con una moltitudine di gente di varie etnie e di lingue diverse, ci sono giapponesi, messicani, argentini, addirittura due ragazzi birmani col perenne sorriso sul viso. Inizio a scambiare battute con chi mi circonda e noto con estremo stupore che sembra come se ci conoscessimo da una vita, i discorsi sono alla fine sempre gli stessi…aikido, italia, tokyo…ognuno e’ interessato alle reciproche esperienze. Ma ecco giungere una piccola utilitaria, a bordo c’e’ il Maestro Isoyama, che ci raggiunge al banchetto e comincia anche lui a discutere con noi con una confidenza che mi lascia spiazzato. Ora e’ pero’ il turno per ognuno dei commensali di esprimere a parole cio’ che si sta realmente provando e qui’ diviene veramente difficile spiegare a chi non e’ presente l’emozione ed in qualche caso anche la commozione che provo davanti ai discorsi di tanti miei coetanei e non…alla fine di ogni discorso si brinda tutti insieme…Campai!!!…e sotto il prossimo! Continua cosi’ per piu’ di 2 ore e poi ci si trasferisce tutti all’interno, qui tra canzoni rituali, cori di gruppo e altro si prosegue con i brindisi…la mia attenzione viene attirata da una ragazza giapponese che seduta un po’ in disparte sembra quasi frastornata e confusa davanti a tanta allegria…non ho ben compreso il suo nome…o forse proprio non lo ricordo…ma e’ ad Iwama perche’ intende iniziare a praticare…ma allora e’ il caso di un bel brindisi…Campai anche per lei! In un barlume di lucidita’ guardo l’orologio…sono le 7…il nostro treno, sempre che ci sia, parte tra poco, e’ il caso di avviarsi. Con un calore ed una Fratellanza che ha dell’incredibile si stringono tutti intorno a noi…A presto…Tornate a trovarci…Buona fortuna!!! Con un nodo di commozione che stringe il cuore, mi avvio con i miei amici di viaggio verso la stazione…non abbiamo piu’ parole…camminiamo nel buio senza parlare, ma ognuno di noi nel suo cuore ha riservato un posto d’onore per questa giornata densa di emozioni e colpi di scena! Ecco Iwama…ecco il Giappone…ecco l’aikido.

Luca


Risposte

  1. Beh che dire se non associarci anche noi a questo magnifico brindisi multiculturale e multirazziale: CAMPAI!!!!!!

  2. C A M P A I !
    Fede

  3. C A M P A I!!!! che bello…tizi

  4. Campai e: voce del verbo Campare, tempo passato remoto, 1′ persona singolare.
    Si dice e scive KAMPAI.
    Scusate, ma trattandosi di viaggio di studio !


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