Inserito da: Ale | Ottobre 22, 2008

Giorno 6…Iwama…Alberto

Questa mattina non abbiamo lezione all’Hombu dojo, cosi’ decidiamo di svegliarci con calma. Qui a
Tokyo sicuramente non abbiamo visto tutto, ma il programma di oggi e’ quello di andare a visitare il
Dojo di O’Sensei ad Iwama.
Andiamo alla stazione e dopo aver chiesto informazioni, che ci vengono date in maniera un po’
confusa, prendiamo il treno, le tappe da fare sono 3, ma i treni qui sono ben collegati e viaggiare e’
un piacere, cosi’ iniziamo il viaggio…

Dopo un’ora e mezza circa arrivia,o alla stazione di Iwama e gia’ qualcosa si avverte, la calma e il
silenzio danno quella tranquillita’ che una citta’ come Tokyo, seppur bella, non riesce a trasmettere.

C’e’ una piantina della citta’ fuori dalla stazione dove sono indicate le principali “attrattive” e ovviamente e’ presente anche il Dojo. Iniziamo a camminare per le strade di Iwama immerse nel verde, dove ogni tanto il silenzio e’ rotto dalle poche macchine che passano e dopo un po’ da lontano vediamo dei ragazzi in keikogi, seguiamoli diciamo…continuiamo a camminare e superata l’ultima curva arriva davanti ai nostri occhi cio’ che stavamo cercando!
Il tempio posto dalla parte della strada ci attira a se e senza dire una parola ci dirigiamo li tutti e 3 per ammirarlo da vicino. Il tempio e’ carico di storia e l’emozione si fa sempre piu’ forte.
Dopo aver curiosato un po’ e fatto qualche foto attraversiamo la strada per andare al Dojo.
Ci vengono incontro un paio di persone alle quali spiego che facciamo aikido, che siamo stati a Tanabe prima e a Tokyo poi e che ora volevamo visitare se possibile il luogo dove O’Sensei si allenava. Vieniamo accompagnati all’ingresso del Dojo dove poche ore prima si era svolta una dimostrazione (che peccato non averla vista), come tradizione ci togliamo le scarpe e dopo aver scritto su di un diario, probabilmente un registro delle persone che negli anni sono passate ad Iwama, i nostri nomi e dojo di appartenza ed aver conosciuto un ragazzo di Malta, Mark, che da vent’anni si trova in giappone, possiamo finalmente entrare sul tatami.
Le sensazioni posando i piedi sul quel tatami sono state davvero tante e non credo di riuscire a descriverle come meriterebbero!
Ci facciamo qualche foto e poi pensiamo che sia quasi giunto il momento di tornare a Tokyo, ed invece dato che si stavano preparando per una festa, ci viene chiesto di restare e di unirci a loro. La cosa ci ha molto sorpreso e con immenso piacere siamo rimasti a banchettare.
C’erano circa quaranta persone e che provenivano da luoghi diversi, Argentina, Birmania, Messico e ovviamente Italia. Il calore mostrato da tutte queste persone verso tre sconuciuti arrivati dal nulla e’ stato fantastico…A turno ci si presentava dicendo il nome, da quanto tempo si praticava e chi voleva poi aggiungeva qualche emozione personale, il tutto poi veniva tradotto di volta in volta nelle varie lingue e Mark, che capiva inglese ed italiano, le riportava in giapponese ai maestri e praticanti che necessitavano della traduzione, ovviamente al termine di ogni presentazione si brindava…
Finite le presentazioni abbiamo continuato a chiacchierare e alla fine prima di andare via, abbiamo deciso di tornare giovedi’ per allenarci insieme a loro.
Tornati in albergo stanchi della giornata piacevole, ma comunque faticosa, andiamo a dormire contenti e desidorosi che arrivi giovedi’ per poterci allenare nel Dojo di Iwama.


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie